Descrizione Progetto

Immersi nel Sociale è un percorso formativo che ha lo scopo di esplorare alcuni aspetti cruciali per il lavoro sociale.

Rispetto al Raduno estivo – durante il quale proponiamo tanti workshop di breve durata che hanno l’obiettivo di “scompigliare”, aprire finestre e far conoscere nuovi strumenti educativi – “Immersi nel Sociale” prevede l’approfondimento di alcune tematiche in 4 workshop di 16 ore ciascuno e nello specifico: il teatro per il sociale, la partecipazione nel lavoro con le comunità, la manutenzione del sé professionale, l’educazione outdoor.

I formatori e le formatrici coinvolt* collaborano da anni con la nostra Associazione: insieme abbiamo deciso di fare un passo in più verso la consapevolezza e la metodologia professionale, presentando in queste ore ciascuno il proprio orizzonte di ricerca pedagogica.

Il percorso è rivolto a educator*, operator* sociali, insegnanti e persone a vario titolo interessate al mondo socio-educativo.

Di seguito troverai le informazioni su iscrizione, quota di partecipazione, date e dettagli dei singoli workshop.

Per qualsiasi dubbio non esitare a contattarci a info@eduraduno.it!

Locandina Immersi Nel Sociale

ISCRIZIONE

Per partecipare a Immersi nel Sociale è necessario inviare la propria iscrizione entro le date indicate nella descrizione di ogni workshop (clicca sui titoli in basso per ulteriori info!).

PER ISCRIVERTI:

  • Scarica il modulo di iscrizione socio, stampalo e compilalo in tutte le sue parti (va bene anche solo la prima pagina!);
  • Allegando il modulo compilato, invia una mail a info@eduraduno.it con oggetto “Iscrizione Immersi nel Sociale; in caso tu voglia iscriverti a un solo workshop l’oggetto sarà “Iscrizione Immersi nel Sociale – Nome workshop – date
  • Attendi una nostra mail di risposta, dove ti invieremo le istruzioni per completare la tua iscrizione effettuando il pagamento della quota prevista.

N.B.: Non è previsto un rimborso in caso di annullamento dell’iscrizione e/o di assenza del/la partecipante all’evento.

QUOTA DI PARTECIPAZIONE

La quota di partecipazione a un solo workshop è di 100,00 € ed è comprensiva di:

  • partecipazione a un workshop di formazione (per un totale di 16 ore di formazione);
  • materiale didattico e informativo fornito dallo staff;
  • quota associativa per l’anno 2019;
  • attestato di partecipazione in formato digitale che verrà spedito via mail qualche giorno dopo la fine dell’evento;
  • assicurazione.

È previsto uno SCONTO del 10% sulla quota per chi si iscrive in due allo stesso workshop o per chi si iscrive a tutti i workshop. Gli sconti tuttavia non sono cumulabili.

WORKSHOP

23 e 24 Febbraio
H 9 – 18
@ SCUP
Scadenza iscrizioni: 13 Febbraio

Il teatro e il lavoro sociale hanno più punti di contatto di quanto si possa immaginare: il teatro infatti oltre ad essere l’arte del palcoscenico, è da considerarsi una vera e propria pratica, un esercizio di umanità e di comunicazione che ci mette davanti a continue sfide.

Il teatro concepito come pratica alla teatralità, consente infatti di sviluppare attitudini e competenze sociali ed umane utili a tutti coloro che lavorano nella relazione di aiuto e non solo.
L’ascolto, il linguaggio del corpo, la gestione delle emozioni, l’improvvisazione, il decentramento, il non giudizio, sono solo alcune delle attitudini essenziali tanto per un attore quanto per un operatore sociale.
Il percorso che proponiamo ha l’obiettivo di indagare alcune tecniche e pratiche teatrali che possono essere utilizzate nel lavoro sociale come strumenti educativi ma anche come risorsa personale del professionista stesso.
Il gioco, il corpo e la creatività saranno i macrotemi attorno ai quali si svilupperà il lavoro, ci addentrerà in alcune metodologie come il teatro fisico, la mimesis e l’improvvisazione, con un particolare approfondimento sul teatro dell’oppresso e sulla sua applicabilità nei contesti sociali. Saranno presentati alcuni autori e pedagogisti che attraverso la creatività sono stati fautori di grandi e piccole rivoluzioni in campo sociale ed educativo.
L’approccio ludico, partecipato e maieutico permetterà a tutti i partecipanti di sperimentarsi nei giochi ed esercizi proposti, mettendo in gioco le proprie risorse e acquisendo al tempo stesso conoscenze e consapevolezza.

FORMATRICE:

Alessia Cristofanilli è pedagogista, formatrice teatrale, facilitatrice di teatro dell’oppresso.
Ho iniziato a fare teatro da adolescente e non ho più smesso.
Ho scelto di studiare educazione dopo aver letto le parole di Paulo Freire e di Danilo Dolci, mi sono
laureata come Educatrice e poi come Pedagogista, con una tesi dal titolo “Fragilità dell’io e percorsi nel
teatro” .
Diplomata presso la Scuola di Teatro sociale e arti performative Isole Comprese di Firenze, ho incontrato
il Teatro dell’oppresso in Brasile e poi l’ho approfondito in Italia.
Nella mia ricerca umana e teatrale ho incontrato tanti maestri e registi come : Eugenio Barba, Julia Varley, Mamadou Diume, James Slowiak, Jairo Cuesta, Cora Herrendorf, Armando Punzo, Claude Coldy, Alessandro Fantechi, Ho approfondito il teatro di Grotowki con Rena Mirecka presso il Grotowski Istitute di Wroclaw.
Lavoro come formatrice teatrale, e come facilitatrice di teatro dell’oppresso, realizzo spettacoli, performace, istallazioni utilizzando il teatro nella sua accezione antropologica e sociale come arte promotrice di cambiamento.

23 e 24 Marzo
H 9 – 18
@ La Città Dell’Utopia
– Via Valeriano 3f, Roma
Scadenza iscrizioni: 13 Marzo

Per stimolare una partecipazione attiva è importante innescare processi in cui le persone sentano realmente di poter fare la differenza.
Rigenerare una comunità significa creare uno spazio in cui le potenzialità inespresse dei luoghi e delle persone possano manifestarsi e tradursi in azioni concrete e generative.

Per questo un percorso che mira a un cambiamento collettivo efficace e sostenibile non può prescindere dal lavoro sulle relazioni e sulla fiducia.

IMPAREREMO A:
• Disegnare percorsi di partecipazione coinvolgenti e inclusivi
• Sviluppare l’appreciative gaze come approccio ai luoghi e alle comunità
• Attingere all’energia del sogno per progettare azioni concrete
• Generare reti di relazioni sostenibili
• Mettere in pratica il concetto di Bene Comune e cittadinanza attiva
• Attivare l’intelligenza collettiva per liberare il potenziale creativo delle comunità

FORMATRICE:

Melania Bigi
Dopo aver studiato Architettura a Firenze mi sono resa conto che preferivo costruire spazi di relazione piuttosto che muri, e ho iniziato a viaggiare alla ricerca di strumenti che mi soddisfacessero: nella valigia ho quindi raccolto tante esperienze e metodologie per gruppi e comunità. Un viaggio tanto fuori quanto dentro, nel quale scopro che io stessa sono il mio principale strumento di facilitazione!
Vivo e lavoro in Puglia con l’organizzazione Comunitazione, e sono tra le fondatrici e organizzatrici della Scuola di Arte del Processo – Processwork Italia, per la trasformazione dei conflitti.

FB Comunitazione
info@comunitazione.com
melania@comunitazione.com

27 e 28 Aprile
H 9 – 18
@ La Città Dell’Utopia
– Via Valeriano 3f, Roma
Scadenza iscrizioni: 17 Aprile

L’Educazione ha a che fare con apprendimenti che favoriscono il cambiamento: il proprio, dell’altro e dell’ambiente…

Cambiamento atteso, desiderato, inaspettato e a volte determinato da noi, esperti della relazione… sì, esperti della relazione con l’altro e nelle relazioni con l’altro. Ma siamo così esperti nel guardare noi stessi?

Siamo capaci di rilevare indicatori, stabilire obiettivi, monitorarli, e anche solo di aggiornarli al “qui ed ora”?

Intendo spostare lo sguardo verso noi: dimentichiamoci per attimo dell’Utente e della sua Famiglia, delle scuole o delle istituzioni e quant’altro ruota intorno al nostro agito professionale quotidiano.

Vediamo noi: non occorre andare nel profondo del mare, stiamo un momento sulla riva e immaginiamo che quel confine, così labile e mutevole, tra acqua e sabbia sia il nostro orizzonte, sia ciò a cui guardare mentre lavoriamo, immaginiamo che su quella linea di confine vi sia un edificio, lì da sempre da quando abbiamo memoria, che ha bisogno di alcune manutenzioni. Qualcuna dovrà essere straordinaria ma la maggior parte saranno manutenzioni ordinarie cioè le piccole riparazioni e aggiustamenti per mantenere e rinnovare l’efficienza dell’esistente e garantirgli durata nel tempo.

Torniamo a guardarci nell’edificio sulla sabbia:

Il primo passo per attivare delle manutenzioni ordinarie funzionali è chiederci dove siamo posizionati rispetto al confine, strutturalmente labile tra la sabbia ed il mare, tra noi e l’altro. Questo confine necessita di una caratteristica imprescindibile: essere sufficientemente sicuro da entrambi i lati, tale da consentire una previsione e una gestione adeguata dei momenti sia di alta marea, sia di secca, tale da permetterci di assicurarci e assicurare riparo in caso di improvvise tempeste.

Il secondo passo è assicurare la tenuta e la qualità degli infissi e delle porte, le aperture del nostro essere Umani-Educatori e che possono spalancarsi all’esterno, all’altro e che consentono di sperimentare noi in relazione.

Il terzo passo è verificare lo stato dell’intonaco esterno, sebbene siamo edifici solidi, l’intonaco è il più esposto alle intemperie, ed un restyling sistematico ci permette di essere congruenti e protettivi prevenendo dipendenze affettive e conti relazionali.

Come effettuare questi tre interventi di manutenzione del nostro sé professionale?

Vedremo come il primo step sia riconoscere le nostre risorse e adottare strategie di conservazione, il secondo sia curare il modo di comunicare, aprire/chiudere le finestre e le porte, il terzo step sia collocarci anche concretamente in un’area confortevole e osservarla con nuovi occhiali che permettano di comprendere intuitivamente la distinzione tra protettivo e difensivo, termini che sebbene possano sembrare linguisticamente assonanti, in realtà assumono senso, significati ed esiti cangianti e profondamente diversi nel lavoro a contatto con se stessi e con l’altro. Ognuno potrà fare manutenzione ordinaria al proprio edificio, verificare su ogni facciata esterna quali sono le cose che lo sostengono e quelle di cui si vuole prendere cura, inoltre ognuno accantonando giudizi, “preidee” ed etichette potrà scegliere di disporre il proprio edificio su una linea e alla distanza a cui ritiene debba stare ed essere, grazie al permesso di sapere che potrà avvicinarsi o distanziarsi in modo consapevole e che in questo si concretizza il proprio potere educativo autentico.

FORMATORE:

Dr. Ivan-Davide De Paola

Formatore Esperienziale Senior, Coach ed esperto in Analisi Transazionale, apprendimento trasformativo ed innovazione relazionale. Ha maturato competenze nell’ambito delle Risorse Umane lavorando per due importanti Società, con particolare riferimento ai temi della Gestione e dello Sviluppo delle Risorse Umane e della relazione d’aiuto. Attualmente come consulente progetta e svolge attività di Consulenza organizzativa-metodologica, Orientamento, Coaching individuale e di gruppo e Formazione Esperienziale.
* 2008 – 2017, Componente del Comitato Esecutivo della S.I.M.P.A.T., (Società Italiana di Metodologie Psicoterapeutiche e Analisi Transazionale – www.simpat.org), Roma;
* 2008 – 2017, Componente del Comitato di Redazione della “Rivista italiana di Analisi Transazionale e metodologie psicoterapeutiche”, Roma;
* 2010 – 2019, Partner e Consulente Senior di “Kairos Solutions” (www.kairossolutions.it)
* 2017 – 2019, Socio e Consulente “ALFOR – INNOVAZIONESOCIALE”, (www.innovazionesociale.it – www.alfor.it)
* 2016 – 2019, Responsabile del processo di analisi e definizione dei fabbisogni e Consulente Senior – Istituto di Formazione Cooperativo (IFC) – (www.agcilazio.it)

25 e 26 Maggio
H 9 – 18
@ CSOA Spartaco
– Via Selinunte 57, 00174 Roma
Scadenza iscrizioni: 15 Maggio

Social Wild è un’esperienza di gioco e formazione con i materiali della natura e gli elementi della cultura. È un grande gioco semplice che si compone di tanti giochi complessi ed è una formazione che propone alcuni modi per lo scambio di apprendimento.
Il percorso di due giorni è rivolto ad operatori in ambito sociale, culturale e dell’educazione e propone un’analisi esperienziale del concetto di “differenza culturale” con gli strumenti dell’Outdoor Education e dell’Experiential Learning. Un’esperienza unica pensata per EduRaduno.

Social Wild è..
Bio-Diversità e Differenza culturale: La Natura invita a riflettere, l’integrazione è più efficace della competizione, la flessibilità è preferibile alla rigidità.
Essere naturali e essere sociali: In natura non esiste la perfezione, anche dove noi percepiamo la bellezza, ma la massima efficacia.
Il gioco: divertimento e problem solving, la Natura ci invita ad essere gruppo
La pratica non direttiva: La relazione che ci insegna la natura è basata sulla collaborazione proattiva, in cui nessuno è “a capo di”, ma tutti e tutto partecipano “alla creazione di…”

Per noi di Nature Rock, Outdoor significa andare fuori nel senso di vivere esperienze significative all’aria aperta, ma anche di uscire dalla zona di comfort, cioè dagli schemi di pensiero e comportamento consolidati. Outdoor Education riguarda il corpo, la mente e le emozioni, l’azione e la responsabilità, l’autenticità e la ricerca, il problem solving e l’interdisciplinarità, la creatività e la cooperazione.

FORMATORI:

Il team Nature Rock composto da Simona Conti e Niccolò Bertini unisce competenze nell’ambito delle scienze sociali (natura umana) e della vita in natura (natura selvatica). Simona e Niccolò sono educatori esperienziali presso Nature Rock, da soli e insieme hanno facilitato e condiviso esperienze con numerosi gruppi di ogni età, occupandosi della progettazione e realizzazione di percorsi esperienziali in natura e in aula rivolti a gruppi di persone dai cinque anni in su.

www.apprendimento-esperienziale.it
FB NatureRock